Sono perplessa. Come molti sanno, lo scorso 13 Ottobre è stata bocciata la proposta di legge sull'omofobia presentata da Paola Concia, Anna Rossomando, Donatella Ferranti e Cinzia Capano. La Camera ha, infatti, accolto la pregiudiziale di costituzionalità presentata dall'Udc. I motivi sono i seguenti: secondo i suoi oppositori si violerebbe in primis l'articolo 3 della Costituzione italiana, ovvero il principio di Uguaglianza, poiché chi subisce violenza a causa dell'orientamento sessuale riceverebbe un trattamento privilegiato rispetto a chi “subisce violenza tout- court” (Testo Unificato Introduzione nel codice penale della circostanza aggravante inerente all'orientamento sessuale). Non essendo presente una definizione chiara di “Orientamento sessuale” l'aggravante sarebbe attribuita su base soggettiva, aggravante che è possibile solo su base oggettiva, relativamente, per esempio, all'aggressione a un pubblico ufficiale. In tal modo si violerebbe l'articolo 25 della Costituzione, ovvero la parte riguardante il principio di tassatività penale.
Sulla base di questo mi chiedo, ma già che ci siamo perché non eliminare i “privilegi” relativi la tutela dei minori, o a coloro che subiscono violenza, sotto qualsiasi forma, per motivi razziali, culturali o religiosi? Si, bisognerebbe fare qualche “piccola” modifica alla Costituzione, ma a quanto pare questo non è più un problema per una parte dei politici italiani. Il sassolino nella scarpa, non così tanto piccolo però, è costituito dall'Unione Europea che cerca di stabilire, malgrado la volontà di qualche suo stato membro, principi e diritti consoni al mutamento di valori e principi che sta coinvolgendo l'intera società.
Sulla base della seconda accusa sarebbe considerato più “costituzionale” (sarebbe più onesto parlare di naturale nel senso biologico del termine), inoltre, tutelare un rappresentante delle forze dell'ordine etero, che un libero cittadino omosessuale? Secondo la deputata del Pd Paola Binetti parrebbe di “si”.
In un'intervista al quotidiano Repubblica dello scorso 20 Ottobre 2009, infatti, la deputata ha affermato che “... in tutti i comportamenti ci sono limiti imposti dalla natura stessa. La comunità omosessuale è una realtà. Penso che nelle sue richieste travalichi spesso quei limiti. Sia chiaro: ha il diritto di chiedere, ma il legislatore ha diritto di non concedere”.
Da queste parole sembrerebbe che il cittadino ha diritto di chiedere protezione allo Stato, ma questi è libero di non concedere la protezione richiesta. Ma stiamo ancora parlando della Costituzione?
A voi le considerazioni
Lucrezia Scirè
venerdì 6 novembre 2009
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una considerazione: ovviamente il gay che si potrà oggettivamente permettere una vita non avrà alcun pericolo (es. Haider- storico leader austriaco fascista- che contraddizione); mentre noi esseri comuni, molteplici, lavoratori, precari, dipendenti saremo costretti a nascondere o essere umiliati a lavoro come in famiglia. angelo
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